Le
sue origini storiche sono antichissime: ne parlarono
già Cicerone, Catone e Plinio. Questo formaggio
era elencato tra i cibi serviti alla festa dell’incoronazione
di Papa Clemente VI nel 1344, e fu servito anche alle
nozze di Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti nel
1441.
Come si consuma. Per gustare il Taleggio
non è necessario togliere la crosta, ma è
sufficiente raschiarla. Può essere abbinato a
vini rossi, fermi, come il Merlot o il Pinot, ma anche
a spumanti chiari, giovani e secchi.
Come si conserva. Il Taleggio si mantiene
ottimamente, e per settimane, nel frigorifero, a una
temperatura fra 0° e 6°C; è consigliabile
però lasciarlo nell’incarto in cui è
normalmente venduto o avvolgerlo in un telo umido che
mantenga morbida la crosta. Mai invece utilizzare pellicole
di plastica, che impediscono il passaggio dell’aria
causando fermentazione. Ma il Taleggio è anche
uno dei pochi formaggi che può essere congelato
senza perdita di sapore, aroma o consistenza. Nel freezer
resiste inalterato per circa sei mesi; prima di metterlo
nel congelatore, però, è opportuno suddividerlo
in porzioni da 200 grammi circa e coprirlo con l’alluminio
per alimenti.
Come si produce. La produzione del
Taleggio ha mantenuto inalterate nel tempo le proprie
caratteristiche intrinseche, legate all’uso di
tecniche consolidate e alla presenza storica di manodopera
specializzata. Dopo la coagulazione del latte, la cagliata
è rotta e posta negli stampi, dove vengono effettuate
la stufatura e la salatura. Alla salatura segue la stagionatura,
che avviene in ambienti idonei e si protrae per minimo
35 giorni, durante i quali le forme vengono periodicamente
rivoltate.
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