
Fin dai tempi antichi, tra le popolazioni locali valdostane,
questo formaggio ha rappresentato una buona alternativa
della Fontina: il latte eccedente la produzione della
Fontina veniva utilizzato per la produzione del Fromadzo,
che aveva anche il vantaggio, tipico dei formaggi a
basso contenuto di grasso, di conservarsi per maggior
tempo e costituire una buona fonte di proteine in quei
periodi dell’anno in cui le risorse alimentari
scarseggiavano.
Come si consuma Il Valle d’Aosta
Fromadzo è un formaggio facilmente digeribile,
ed è particolarmente indicato nelle diete a basso
colesterolo. Se molto stagionato, viene usato come formaggio
da grattugia; più fresco invece è consumato
come formaggio da tavola per la preparazione di risotti,
piatti a base di carne e in numerose ricette tipiche
della tradizione valdostana. Si abbina bene ai vini
locali della Doc Aosta come l’Enfer d’Arvier,
il Torrette, lo Chambave Rouge, l’Arnad–Montjovet
e il Donnas.
Come si conserva Il Valle d’Aosta
Fromadzo si mantiene bene per otto-dieci giorni in frigorifero;
per un periodo più lungo si potrà conservare
tagliato a pezzi nel congelatore a 18-20°C. Le forme
intere devono essere invece collocate su un asse di
legno in una cantina fresca e umida.
Come si produce Il Valle d’Aosta
Fromadzo viene prodotto in due tipologie che si differenziano
per il contenuto di grassi, ed è ottenuto da
latte vaccino di almeno due mungiture, eventualmente
addizionato con percentuali minime di latte caprino.
Per il formaggio semigrasso (20-30%), il latte viene
lasciato riposare per un periodo variabile da 12 a 24
ore. Per la tipologia a basso contenuto di grasso (inferiore
al 20%) il latte viene lasciato riposare, sempre in
relazione alle condizioni ambientali, per un periodo
variabile da 24 a 36 ore. La coagulazione, che avviene
a 34-36°C, è ottenuta mediante l’impiego
di caglio naturale. Dopo la rottura della cagliata,
la massa caseosa viene riscaldata fino a raggiungere
i 45°C, collocata in fuscelle localmente chiamate
“feitchie” e sottoposta a una leggera pressatura,
seguita dal rivoltamento delle forme, che viene effettuato
3-4 volte nelle prime 24 ore. La salatura può
essere a secco o in salamoia. Quella a secco viene effettuata
inizialmente a giorni alterni, per poi diradarsi progressivamente
nel tempo, in un periodo complessivo di 20-30 giorni.
La maturazione avviene in locali con temperatura di
8-14°C e umidità relativa non inferiore al
60%. Il periodo di stagionatura varia da un minimo di
60 giorni fino a un massimo di 8-10 mesi.