L’arte
della conservazione delle carni suine, nella zona del
Nursine, era già famosa al tempo dei Romani.
La povertà dell’agricoltura di montagna
e l’inattività durante la stagione fredda
favorirono il diffondersi degli allevamenti e della
pastorizia. Tali attività, infatti, consentivano
un’utilizzazione più razionale e continua
delle campagne laziali e umbre, rendendole sfruttabili
anche durante l’inverno. Proprio per questo motivo
la pastorizia trovò sostegno nel periodo della
Repubblica e dell’Impero Romano e, successivamente,
nelle politiche dello Stato Pontificio.
Come si consuma Per esaltare il gusto
del Prosciutto di Norcia, conviene tagliarlo a fette
molto sottili. Abbinato, sempre finemente affettato,
con foglioline di sedano e scaglie di pecorino di fossa,
diventa un secondo piatto gustoso e nutriente.
Come si conserva. Se acquistato affettato,
il Prosciutto di Norcia va mangiato entro breve tempo,
per evitare che perda freschezza. Per questo motivo
è consigliabile comprarne nelle quantità
opportune per un consumo immediato. I prosciutti interi
vanno invece conservati in luoghi freschi, ma non in
frigorifero, dopo aver unto con una goccia d’olio
la superficie di taglio e averla rivestita con un foglio
di alluminio o di pellicola trasparente.
Come si produce. In produzione esclusivamente
nel comune di Norcia, questo salume si prepara a partire
da cosci di suino pesante adulto. Il coscio viene rifilato
a squadro per ottenere il tipico aspetto a pera; viene
salato a secco con sale da cucina e tenuto così
per 20-25 giorni, a seconda del peso. Trascorso questo
tempo, si lava con acqua tiepida, si condisce con pepe
e aglio e si appende di nuovo in cucina o in altro locale
idoneo, per l'asciugatura e una leggera affumicatura.
Dopo circa otto mesi si stucca con un impasto fatto
di strutto e farina, quindi si mette a stagionare in
un ambiente umido e fresco.
Il Prosciutto di Norcia si differenzia considerevolmente
dall'omonimo prodotto di massa, soprattutto per la maturazione,
di cinquanta giorni circa, e la stagionatura, che dura
quasi due anni.
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