La
coltura di questo legume è tra le più
antiche, si è diffusa nei terreni montani dell'Appennino
Umbro-Marchigiano per la capacità di questa leguminose
di adattarsi alle difficili condizioni climatiche del
terreno.
In Umbria la coltivazione è localizzata in ristrette
aree di altopiano, dove il clima e le caratteristiche
del suolo conferiscono un altissimo pregio organolettico
al prodotto. La qualità migliore è quella
coltivata a Castelluccio a circa 1400 mt., con il seme
verde e molto piccolo. L'aratura e la semina si fanno
in primavera, a fine luglio o nella prima metà
di agosto quando i baccelli non sono ancora secchi si
procede alla raccolta e all'essiccazione. Quando il
seme è abbastanza asciutto, viene eseguita una
selezione meccanica per eliminare eventuali resti sassosi.
La successiva selezione viene effettuata ancora a mano
nei mesi successivi alla raccolta ottenendo così
un prodotto unico nel suo genere.
Le lenticchie sono le più digeribili tra le leguminose,
dal punto di vista dietetico, sono povere di lipidi
ricche di proteine e fibra naturale, ottimo anche il
contenuto di ferro e fosforo, un ulteriore pregio della
lenticchia di Castelluccio è che in queste zone
la lavorazione del terreno si effettua senza l'uso di
diserbanti e pesticidi. Inoltre le particolari condizioni
ambientali consentono di evitare trattamenti chimici
antiparassitari. Il prodotto che si ottiene è
perciò privo di qualsiasi residuo nocivo.
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