Materia
prima: latte intero di vacca e di pecora (in
percentuali rispettivamente del 70% e del 30%). Alimentazione:
foraggi verdi o affienati della zona di produzione.
Tecnologia di preparazione: si porta il latte,
che nei caseifici viene precedentemente pastorizzato
e a cui vengono poi aggiunti i fermenti lattici, ad
una temperatura compresa intorno 35-38 gradi, aggiungendovi
caglio di vitello. Coagula in 20-25 minuti. Dopo la
rottura della cagliata (a dimensione di una noce), si
allontana la maggior parte del siero e quindi si aggiunge
il tartufo grattugiato, simile ad una poltiglia, in
misura di circa mezzo chilo per ogni 50 kg di prodotto
finito, che viene mescolato alla cagliata. La cagliata
così ottenuta viene posta in appositi stampi
per un primo sgrondo del siero. L'ulteriore spurgo del
siero viene effettuato tramite stufatura in cassoni
per una durata da un'ora a temperature tra 40 e 50 gradi.
La salatura avviene per bagno in salamoia, durante 10-30
ore. Matura in 15-30 giorni, in ambiente con umidità
del 80-90% a 8-12 gradi, dove le forme vengono girate
e lavate. Resa 12-14%.
Stagionatura: non si effettua.
Caratteristiche del prodotto finito:
altezza: cm 5-8; diametro: cm 8-15; peso: Kg 0,3-1,5;
forma: cilindrica; crosta: leggermente abbucciata, di
colore giallo tenue con puntini più scuri; pasta:
di colore paglierino con i punti scuri del tarfuto tritato;
grasso: 48%: sapore: dolce con diffuso aroma di tarfuto.
Area di produzione: il territorio del
comprensorio eugubino - qualdese.
Calendario di produzione: nel periodo
autunnale, quando vengono i tartufi.
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