Materia
prima: latte di due mungiture di cui una scremata
per affioramento. Nell'alimentazione è vietato
l'uso di insilati di qualsiasi tipo, dei sottoprodotti
di lavorazione delle mele e della birra e dei semi dei
cotone.
Tecnologia di lavorazione:
si porta il latte crudo o previa pastorizzazione a 32-33
gradi, aggiungendovi siero innesto più caglio
in polvere di vitello. Coagula in 10 minuti circa. Dopo
la rottura della cagliata (a dimensione di chicco di
riso), i granuli vengono asciugati riscaldando a 41-43
gradi, quindi si cuoce a 54 gradi (con vapore per pochi
minuti). Dopo queste operazioni, la massa viene lasciata
riposare per l'estrazione del siero. Quindi si estrae,
si pone in fascera e si mette sotto pressa per 20 ore.
Seguono venti giorni di stufatura (asciugatura delle
forme in locale tiepido e umido). La salatura si effettua
in salamoia quasi satura di sale, a 16-17 gradi, con
qualche pietra calcarea nella vasca durante 20-25 giorni.
Matura in 18-20 mesi in ambiente a 12-18 gradi e umidità
all'80%, ben aerato, dove le forme vengono frequentemente
rigirate e spazzolate. Escluso ogni tipo di conservante
(formaldeide).
Stagionatura:
due anni o più. Durante questo periodo le forme
vengono unte con speciali oli. Resa 6-7%.
Caratteristiche
del prodotto finito: altezza: cm 18-25; diametro:
cm 35-40; peso: Kg 30-36; forma: cilindrica, scalzo
leggermente convesso; crosta: dura, spessa 4-6 mm, liscia,
cerosa; pasta: con struttura finemente granulata, friabile,
occhiatura minuta appena visibile o quasi assente; colore:
bianco o leggermente paglierino; grasso: 25-30%; sapore:
caratteristico, pronunciato, dolce, mai piccante.
Area di produzione:
tutta la provincia di Trento.
Calendario di produzione:
tutto l'anno.
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