Il Chianti è uno dei vini rossi italiani più
conosciuti nel mondo. Questo successo è dovuto
all'impegno del Barone Ricasoli, discendente di un'antica
famiglia toscana, il quale per primo definì un
"disciplinare" per il Chianti. Infatti, fino
a quel momento, il vino veniva prodotto senza rispettare
specifiche indicazioni e quindi mescolando vitigni diversi.
Secondo Ricasoli l'uvaggio
doveva essere composto prevalentemente da sangiovese,
quindi da canaiolo e malvasia. Successivamente vennero
inserite anche parti di trebbiano toscano. Attualmente
il Chianti rispetta i canoni ricasoliani anche se nell'uvaggio
si possono talvolta riscontrare limitate aggiunte di
altre uve come cabernet o merlot.
La zona di produzione tipica
del Chianti è suddivisa in sette aree in cui
si producono altrettanti vini con differenti caratteristiche
qualitative.
La zona per eccellenza è il cosiddetto Chianti
Classico dove dal 1924 opera il consorzio per la difesa
del vino tipico del Chianti Classico "Gallo nero".
Le altre aree sono: Chianti Colli Fiorentini Chianti
Colli Senesi Chianti Montalbano Chianti Rufina Chianti
Colli Aretini Chianti Colline Pisane
Dalla metà degli
anni '60 altri territori sono stati inseriti nella mappa
del Chianti: Agliana, Cerreto Guidi, Gambassi, Montespertoli
e San Miniato. Si ottiene così una grande varietà
di gusti corrispondenti alle diverse caratteristiche
dei territori di produzione. Dal 1967 il Chianti ha
ottenuto la Doc e dagli anni 80 può la Docg.
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