I
Giandujotti furono immessi per la prima
volta sul mercato, dalla Caffarel-Prochet-Gay nel 1865
in occasione del Carnevale. Per questo l’ormai
celebre cioccolatino, uno dei simboli torinesi, porta
il nome della mitica maschera torinese.
Da quel tempo l’arte dei più noti mastri
cioccolatai cittadini è restata a testimonianza
del gradimento di un prodotto oggi esportato anche all’estero.
Grandi aziende hanno segnato il loro successo grazie
alla lavorazione del Giandujotto: Peyrano,
Baratti & Milano, Streglio,
Feletti, Caffarel,
Stratta e Giordano
che oggi è restata la sola a produrre ancora
il famoso cioccolatino “tagliato a mano”
con le famose “coltelle”.
Peyrano è oggi conosciuto per la produzione assolutamente
artigianale del prodotto tramandata dagli avi, autentici
cioccolatieri d’élite di Torino.
L’antica azienda, che sorge in corso Moncalieri,
produce oggi, con i celebri Giandujotti, anche una sessantina
di prelibatissimi cioccolatini.
Accanto a questi tradizionali produttori esistono in
città altri estimatori del cioccolatino torinese:
Stroppiana, che incarta ancora il Giandujotto a mano;
la G. Pfatisch, fondata nel 1929 ed altre minori ma
non certo inferiori come qualità.
|