Il
Castelmagno da molti è definito "tra i migliori
formaggi al mondo".
Materia prima: latte intero vaccino
(con rare, eventuali aggiunte di piccole percentuali
di latte ovino e caprino) da razza piemontese. Alimentazione:
foraggio fresco o fieno proveniente da prati misti o
pascoli; di particolare pregio quello di Castelmagno.
Tecnologia di lavorazione: si porta
il latte crudo a circa 37-38 gradi, aggiungendovi caglio
liquido. Dopo la coagulazione e la rottura della cagliata,
si lascia riposare il tutto per 35 minuti, quindi viene
raccolto in un telo (detto " risola " ), pressato
leggermente con le mani e appeso per circa 12 ore a
sgocciolare. Dopo queste operazioni, la massa viene
depositata in un recipiente di legno e si lascia riposare
da 2 a 5 giorni. Quindi viene rimescolata, pressata
altri l0 minuti e infine riposta nelle fascere, dove
viene pressata con torchio per 1-3 giorni. La salatura
si effettua a secco sulle forme, una volta liberate
dalle fascere durante circa 48 ore.
Stagionatura: da due fino a cinque
mesi circa, in ambiente costituito da grotte naturali,
fresche ed umide. Ottime anche le cantine del fondovalle,
a Caraglio.
Caratteristiche del prodotto finito:
altezza: cm 10-20; diametro: cm 15-20;peso: Kg 2-7;
forma: cilindrica; crosta: sottile, giallo-rossastra,
invecchiando diviene più scura e rugosa; pasta:
friabile, di colore bianco perlaceo o giallognolo, se
stagionato a lungo assume colore giallo oro, con venature
blu.
Area di produzione: comuni di Castelmagno,
Pradleves e Monterosso Grana in provincia di Cuneo.
Il Castelmagno classico é prodotto e stagionato
nel territorio omonimo.
Calendario di produzione: tutto l'anno.
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