Materia
prima: panna di latte ottenuta per centrifugazione
o talvolta per affioramento, a titolo di grasso fra
il 25 e il 40%.
Tecnologia
di lavorazione: si porta la panna messa a bagnomaria
a 85-90 gradi, aggiungendovi acido tartarico o acetico
o citrico, rimescolando. Coagula in 10 minuti. Si lascia
quindi riposare per 8-12 ore in frigo a 5-8 gradi. Dopo
queste operazioni, la massa viene separata dal siero
versando il tutto in una tela a maglia molto fitta.
Si versa poi in recipienti di legno e si mette in celle
frigorifere a 5 gradi per 18 ore. Tolto il siero residuo,
il mascarpone è pronto al consumo.
Stagionatura:
non si effettua.
Caratteristiche
del prodotto finito: forma: a fuso; pasta:
cremosa, morbida, bianca; sapore: leggermente acidulo.
Area di
produzione: tutta la Lombardia, ma i centri
principali sono: Abbiategrasso (MI), Lodi (MI), Cremona,
Mantova.
Calendario
di produzione: tutto l'anno, in particolare
nei mesi freddi.
Note:
l'agiografia gastronomica fa derivare il suo nome dall'ammirativo
spagnolo "mas que bueno", (più che
buono) pronunciato da un rappresentante di Sua Maestà
Cattolica. Ad ipotesi meno encomiastiche riconduce invece
la presenza di una mascarpa, sorta di prodotto della
lavorazione dello Stracchino dal cui siero veniva estratta.
È uno dei prodotti che più pesantemente
hanno risentito le conseguenze dell'industrializzazione.
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