Composizione:
- Materia prima: farina di grano tenero e duro, acqua,
lievito naturale, lievito di birra, sale.
Tecnologia di lavorazione:
viene fatta con la pasta del pane. Dopo la lievitazione
la pasta viene stesa con le mani dandogli la forma desiderata:
tonda, quadrata o rettangolare, aromatizzata al rosmarino,
salvia, origano, cipolla, ciccioli (incorporati alla
pasta). Si cuoce a fuoco moderato. Può anche
essere fatta con sola farina e acqua e cotta direttamente
sul fuoco.
Area di produzione:
con varianti locali in tutto il territorio nazionale.
Note: le
focacce (liba) erano il cibo rituale che veniva offerto
agli dei dai Latini. Solo successivamente la libagione
passò a significare l'assunzione di liquidi.
I cereali, in quanto alimento fondamentale per la vita
dell'uomo, hanno avuto una valenza rituale che si è
conservata fino in epoca recente nel nostro paese soprattutto
nel meridione. A Cosenza per il 2 novembre si fanno
focacce e insalate dette "insalate dei morti",
fatte di farina di frumento, di orzo, di mais, di avena
e perfino di legumi. Nell'Italia del nord si usa arricchire
la focaccia con ciccioli di maiale, lardo e strutto.
Può essere fatta, il più delle volte,
con pasta fermentata o azima - quando la si doveva offrire
all'ospite arrivato da lontano - cotta al forno, sotto
la brace, o nel testo di metallo o di argilla, fritta
nello strutto come lo gnocco padano. Nell'Italia centrale
prende il nome di schiacciata, crescia al testo, crostolo,
ciaccia. Può essere aromatizzata con erbe e tra
queste il più usato è il rosmarino. Nel
Sud, dove la focaccia diventa pizza, pitta, saranno
il pomodoro, le olive, l'origano, il cappero, le acciughe
ad ornare ed insaporire le focacce tradizionali (cfr.
O. Cavalcanti, "Cereali, farina, pane: usi rituali
e terapeutici", La Gola, giugno 1984). A giusta
ragione Carol Field (The italian baker, ed. Harper Collins,
New York 1985) rivendica a Genova il patronato delle
focacce, allo stesso modo che Napoli vanta quello sulle
pizze.
|